Il 17° torneo città di Vicenza visto dall'edicola

Febbrili calcoli sono in corso, ma con il mio splendido quarto posto al supertorneo di Vicenza dovrei essere tornato il numero uno del circolo nel live rating!**
L'oscuro interregno, il medioevo scacchistico di Alessio Boraso è terminato, e il nostro glorioso club può guardare fiducioso all'avvenire, anche considerando il fatto che fra breve inizierò la mia illuminata esperienza di didatta.

 

Ma basta parlare di me e vediamo come si sono comportati gli altri "vicentini". Su tutti strepitoso Bruno Della Sala. Tornato dall'Australia con una inesauribile fame arretrata di scacchi, veloce, energico, ottimista senza limiti, preparatissimo nelle sue aperture preferite, con un gioco senza compromessi ha guadagnato 2K battendo avversari molto pericolosi. Vincendo contro di me all'ultimo turno sarebbe arrivato addirittura secondo, ma per fortuna (mia) sono riuscito a fermarlo, più d'esperienza che di gioco. Ormai però è solo questione di tempo.

Adriano Simonetto era partito molto bene con due e mezzo su tre ma ha giocato male il quarto e decisivo turno contro Guerra, e non si è più ripreso. Ho però scoperto che la sua famosa richiesta di patta è in realtà un'abile mossa psicologica per allentare la tensione dell'avversario e indurlo a scoprirsi, per poi fregarlo di rimessa. Questa volta a cadere nel  trucco è stato il Maestro Roberto Negro, mica l'ultimo arrivato! Diabolico Adriano.

Difficile il torneo per Lorenzo Lodici e in evidente ritardo di forma agonistica Giuseppe de Napoli. Anche Sergio Giuriato questa mattina in edicola era un po' giù, più per i risultati che per il gioco espresso. Le posizioni che raggiunge sono spesso vantaggiose ma troppo complesse da gestire  con poco tempo a disposizione, senza contare che un repertorio collaudato ma un po' troppo rigido lo espone alla preparazione informatica dei suoi avversari, specie i più giovani. Chi manca? Ah siiii, il mio avversario preferito! Alessio non deve essere stato troppo contento del suo torneo, che comunque non è tutto da buttar via, a cominciare dalla decisione di aprire  1. e4. Anima inquieta, rubando una felice espressione di Smyslov mi sembra "alla ricerca dell'armonia", non solo scacchistica. Un nobile intento, che però potrebbe richiedere mesi o anni; nel frattempo io me la godo. 



Fra una mossa e l'altra ho dato spesso un'occhiata al torneo B. La mia disperazione scacchistica, Samuele de Grandi è sempre in perenne lotta con l'orologio. Il ragazzetto avrebbe anche una particolare forma di talento scacchistico molto ben nascosta, ma la tensione lo blocca e non muove proprio! Con gli amici avevamo pensato di collegarlo a una macchina che gli inviasse degli impulsi elettrici sempre più forti fino a una bella botta dopo una mezz'oretta di riflessione, ma forse non verrebbe rispettata in pieno la Convenzione di Ginevra. Dovrà quindi risolvere il problema da solo, se ne ha voglia.

Andrea Gennari l'ho trovato più spesso fra i banchi che sulla scacchiera, mentre sul fratello Jacopo, un vero personaggio, potrei scrivere a iosa e lo farò volentieri quando si deciderà a giocare gli scacchi seri. Molto molto buona la prova di Roberto Marchetti non solo per i tre punti e mezzo fatti e la quarantina di punti guadagnati, ma soprattutto perché si è fatto una inossidabile fama di portafortuna. Avevo già sentito che dove lui posava lo sguardo succedevano cose strane, ma nella mia partita del primo turno si è superato. Stavo abbandonando con Tissino (un cavallo in meno ) quando Roberto si è fermato un attimo  e il mio avversario si è fatto dare un doppio a re e donna, cosa che capita una volta nella vita.

Il dinamico duo che dall'edicola vigila sulla città

Il dinamico duo che dall'edicola vigila sull'Elo degli ignari scacchisti)
(prossimamente anche in edizione didattica)

Il mio segretario Marco Dai Zotti è stato straordinario. Con quale abilità sistema i tavoli, il panno verde, gli orologi e i formulari è al di sopra di ogni encomio. Impeccabile anche nelle funzioni vicepresidenziali durante la premiazione, e potete immaginare le sghignazzate mentre mi premiava. Se si parla di scacchi giocati però, c'è ancora da lavorare. In realtà è già più preparato di me nelle aperture, ma la tensione del gioco vivo gli fa fare errori di calcolo e sviste che elimineremo al più presto. Purtroppo la passione non gli manca (chi altro può mandarmi un sms alle 6.45 di domenica mattina per preparare una linea contro Gianni Rossi) e testardo com'è raddoppierà gli sforzi. Rischio insomma di ritrovarmelo in edicola non solo mattina e pomeriggio, ma anche a notte inoltrata. Vi prego aiutatemi!



** Forse Massimo Corà, con il quale perdo spesso e (mal)volentieri, ha ancora un Elo più alto del mio. Ma non gioca da mesi ed è appena diventato papà - gran mossa. Propongo quindi, becero trucco, di considerarlo "inattivo"...

La foto è di Dario Della Sala (v. album su Facebook)