8° Open internazionale di scacchi città di Chioggia - 11-13 ottobre 2013
Premetto innanzitutto che inizio questo reportage riguardante il torneo di Chioggia conscio di tralasciare lo studio di una ventina di facciate di Storia dell'arte, ma visto che il torneo è andato molto bene e dato che considero Storia dell'Arte una materia insulsa, direi che ne vale la pena.
Il mio primo turno si preannuncia facile, o forse è meglio dire breve, infatti l'avversario che mi si prospetta è un certo Laketic, numero due del tabellone con un punteggio Elo di 2449. Non faccio nemmeno in tempo a pensare che in fin dei conti c'è chi se la passa peggio che i turni vengono cambiati e finisco in prima scacchiera, di fronte a Samy Shoker, il cui punteggio Elo sfiora i 2500.
TEDIO ED IMPAZIENZA, CHE ACCOPPIATA VINCENTE!
Dopo un'apertura giocata alla Carl...ona, in cui muovo come se avessi io i pezzi bianchi pur di non inoltrarmi in varianti a me sconosciute, entriamo in un mediogioco in cui il bianco sta sicuramente meglio, ma di una vittoria immediata neanche a parlarne. Il Maestro internazionale comunque, stufo di manovrare coi pezzi, dopo lungo ponzare decide di andare in cerca del matto, lasciando per strada una torre in cambio di alfiere e pedone. Il leggero svantaggio materiale ovviamente non gli impedisce di puntare al mio re, ma con perfetto tempismo il mio controgioco produce un massiccio scambio di pezzi e ci conduce in un finale con una qualità in cambio di alfiere e pedone ma con le donne ancora presenti. In grave difetto di tempo decido che una patta con un 2500 è più che sufficiente, e sono disposto a concedergli una triplice ripetizione, ma Shoker rifiuta e trasforma magicamente la sua posizione da inferiore a strapersa. Offrirmi patta a questo punto è inutile: dopo il cambio delle donne e la perdita di un pedone, a tre mosse dal matto l'MI abbandona.
WAR GAMES IV
Ebbene sì, questo è il nostro incontro numero quattro che arriva dopo un ben poco incoraggiante arrocco lungo; mi preparo perciò ad affrontare Alessandro Guerra più cattivo che mai. Tre sorprese mi attendono sin dai primi affondi : 1 il mio avversario gioca male l'apertura; 2 io me ne accorgo!; 3 non faccio cavolate nel tentativo di punirlo!!! Sperimentando per una volta l'ebbrezza di uscire dall'apertura con un discreto vantaggio, mi accingo a pensare a come sfruttarlo, quando è lo stesso Guerra a risolvermi il problema. Sotto l'influsso negativo della legge di Murphy, a causa di tante ore di sonno arretrato o per chi sa quale congiunzione astrale, finisce per ingarbugliare in tal modo i suoi pezzi da perdere qualità e pedone. Tentare di evitare la catastrofe lo spinge sempre più in giù nel baratro: una torre secca è troppo. 1-0.
Prima che commenti la partita seguente devo sottolineare quanto sia stato difficile tenere a bada il mio impulso infantile che mi spingeva a compiere scontati giochi di parole sul cognome del mio avversario per creare il titolo della partita. Basta, in fin dei conti sono maggiorenne, devo smetterla con certe cazzate.
Seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
CONTRO UN MF? TENERE DURO (LO SFINTERE) E NON MOLLAR(LA) FINO IN FONDO!
La mia partita contro Christian Cacco effettivamente è stata l'equivalente di un parto plurigemellare, non tanto a causa dell'apertura (che sorprendentemente il Fritz di casa Lodici mi conferma essere stata più che accettabile, ti adoro Semi-Slava!) ma più che altro per il fatto che io ero convinto del contrario. Valutando dunque la mia posizione come inferiore, riesco magistralmente a renderla tale, e mi trovo a dovere reggere un difficile mediogioco, con un incerto pedone passato b, sempre sul punto di cadere. In continuazione sul filo del rasoio e in forte ritardo di tempo inizio ad azzeccare una mossa dopo l'altra, fino a raggiungere la parità. Questa però non soddisfa il mio avversario, che, dopo il cambio delle donne, mi concede la possibilità di ottenere un grosso vantaggio (-1.5), ma io non sfrutto l'occasione e cerco di destreggiarmi al meglio nei due minuti che mi rimangono. Con la delicatezza di un minatore algerino in poche mosse faccio calare bruscamente la quantità di materiale sulla scacchiera, accettando un leggero svantaggio pur di ottenere un po' di respiro. Questo però non gli è sufficiente e una sua mossa irregolare (più i due minuti allegati) siglano l'armistizio.
NIMZO-INDIANA, NON TI HO MAI CAPITA
È questa infatti l'arma che Roberto Negro decide di sfoderare per rifarsi della sconfitta subita nel nostro ultimo incontro. La mia faccia da poker quando vedo l'alfiere in b4 è falsa quanto il sorriso di De Santis mentre vende un suo libro**. Non ho idea di come coordinare i miei pezzi e parto subito male: con un'unica mossa tolgo il collegamento alle torri e peggioro l'alfiere. Facendo finta di nulla rispondo alla sua avanzata centrale cercando di aprire il gioco e, nonostante un certo ritardo di sviluppo, vengo in continuazione salvato da tatticismi vari dalla mia coppia degli alfieri. La spinta in c5 libera il mio gioco e mi rende chiaro che se voglio posso giocare per vincere; i tre minuti sull'orologio e il rumore di cocci rotti ogni volta che muovo la testa mi suggeriscono il contrario e alla fine convengo che la patta è comunque un risultato accettabile.
MEDIOGIOCO DI FUOCO
Diciamocelo, se avessi potuto scegliere, un Vianello (Enrico) assetato di sangue non sarebbe stato fra le mie prime opzioni come avversario per l'ultimo turno. Dopo avere pattato con Laketic e Boscolo infatti aveva un assoluto bisogno di vincere per andare a premio, mentre io non è che avessi tutta questa urgenza. Tratto comunque l'apertura senza strafare ed entro in un mediogioco totalmente sconosciuto. Senza altro piano dunque che un attacco al re avversario, sperando di giungere al matto prima del suo controgioco sul lato di donna, mi accingo alla battaglia con la stessa sicurezza di Matri di fronte alla porta: «non ho idea di cosa colpirò quindi tanto vale chiudere gli occhi e sperare in bene...». Nonostante il mio prevedibile insuccesso di fronte alla porta, riesco comunque a ripiegare in difesa e a limitare i danni nel mio lato di donna. A questo punto la stanchezza inizia a prendere il sopravvento ed imprecisioni da entrambe le parti producono un generale cambio di pezzi nonché un finale di torre ed alfiere a me leggermente favorevole. L'offerta di patta del mio avversario giunge in questo momento ed io mi metto a pensare: «mi limito ad arrivare quarto o quinto o cerco di giocarmela per quanto stanco per arrivare terzo?». Quando mi rendo conto di quanto stupida sia la domanda comprendo di non essere lucido e accetto la spartizione del punto.
Il bilancio? Imbattuto con una media Elo degli avversari di 2279, 2,5k messi in saccoccia nonché un premio in denaro che schifo non fa.
Lo so che siete delusi, ma sarà che sono stanco, sarà che sono perso nella autocontemplazione di me stesso (un po' di modestia ci vuole sempre) ma al momento non mi viene in mente nulla di cui lamentarmi. Ci dormo sopra e vi faccio sapere.
-->classifica finale del torneo A di Chioggia
** Per Alessio De Santis: si scherza eh



