Porto Mannu: una prova magistrale

Il segreto del vero mustazzolus sta nel mosto concentrato aggiunto all'impasto, che rendono questo dolcetto sardo assolutamente irresistibile. Non ancora inserito fra le sostanze dopanti, grazie a lui ho disputato a Porto Mannu un torneo meraviglioso, concluso con 5 punti e mezzo e una performance un po' sotto i 2300. Con quella appena conquistata devo essere l'unico CM con l'ignobile punteggio di 2040 ad avere due norme di Maestro, assolutamente inutili ma che potrei appendere in cucina per riempire quell'angolo vuoto sotto il tubo della caldaia.

Più gioco a scacchi e più mi convinco che oltre allo studio e ai nervi giova anche un gran culo, con rispetto parlando. Già al primo turno mi sono salvato per miracolo contro Claudio Mercandelli, uno dei soliti 1900" scarsi" che sono il mio incubo. Scampato il pericolo, ho capito che mi servivano dei secondi e da allora ho stressato Marco, Alessio e il Teutsch con richieste quotidiane su avversari e aperture. Devo averli fatti disperare perchè a ogni variante che mi suggerivano brancolavo nel buio, ma sono stati insostituibili.

Dopo aver pareggiato agevolmente contro il MF Dietmar Hiermann, Giuseppe de Napoli mi ha inviato un sms scrivendo che ho giocato come Bronstein, non so se mi spiego. Ma l'apoteosi arriva al terzo turno: opposto al MI Ari Ziegler, un furibondo, scorretto, magnifico attacco mi consente di annientarlo in poche mosse. Quella sera, quando in spiaggia una gigantesca e spettacolare luna rossa è emersa dalle acque, mi è venuta in mente quella canzone di Paolo Conte che a un certo punto fa " ma in fondo io mi domando chi lo sa, forse la vita è tutta qua".

Ma i sogni muoiono all'alba, e contro Stefan Schneider non ho visto luce. Oltre allo 0, ho dovuto incassare pure gli sfottò del nuovo campione regionale veneto che mi ha scritto "capisco il tuo gioco ad ampio respiro, ma sei giochi al centro, poi cambi idea e vai sul lato di donna e poi fai h5 e g5, non puoi che perdere ah ah ah " e ha pure ragione, maledizione.

Pattato con una torre in più contro Michael Schaefer, al sesto turno il sorteggio mi abbina al GM Sabino Brunello. Finalmente lo scalpo eccellente che attendo da anni! Decido di giocare il gambetto Benko. La partita di riferimento è una Brunello-Caruana terminata patta qualche mese fa, ma il gioco di Fabiano non mi convince e ho in mente alcuni straordinari miglioramenti. Qualcosa deve andare però storto, perchè un paio d'ore dopo Sabino è già in spiaggia a spaparanzarsi al sole. Mi consolo con la monografia sul Benko con dedica che il GM mi regala la sera. La stessa cosa era successa qualche anno fa col MI Agaard. Insomma, con questa difesa non faccio punti ma arricchisco la mia biblioteca.

Un selfie col GM
un selfie col GM

Le miei doti ipnotiche si manifestano straordinarie nel turno successivo contro Heinrich Doll: sotto di due pedoni, diciamo con compenso, alla 22 mossa il mio avversario cade in catalessi e non muove più, perdendo per il tempo. Non ho ben compreso le sue successive imprecazioni in tedesco, che a me sono comunque sembrate un componimento lirico.

La partita dell'ottavo turno con Sergio "Ciccio" Graziani andrebbe pubblicata per quanto è brutta e straordinaria allo stesso tempo. Convinto di avere una qualità in meno (in realtà avevo due pezzi per torre e pedone) mi sono lanciato in un attacco disperato, mentre l'avversario promuoveva la sua seconda Donna. Gli ho dato matto, e subito gli arbitri mi hanno sottoposto ai controlli anti elettronici.

Ormai in piena trance agonistica, all'ultimo turno contro il MF tedesco Norber Friedrich rifiuto la patta che mi avrebbe dato la norma di Maestro per il gusto irrefrenabile di dargli matto. Quasi quasi ci riesco, ma gli do una triplice ripetizione pensando di guadagnare tempo. Quando a pranzo Axel Rombaldoni, tranquillamente alla cieca fra il primo e il secondo, ci pensa un po' e mi dice come avrei potuto vincere in diversi modi, capisco che di scacchi non ho ancora compreso praticamente nulla.

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