Torneo di Mogliano

 ZOTTOLO E l' L'ART. 156 

 

Si puo' viaggiare solo in corsia di sorpasso, facendosi beffe dell'art 156 del codice della strada (uso moderato del clacson), urlando "pentiti!"  agli automobilisti inviperiti superati in tromba dallo scatenato Presidente Marco Dai Zotti? Certo, se carichi Samuele De Grandi -e quindi sei già in ritardo - devi liberare la strada a quello scavezzacollo neopatentato di Alessio Boraso e hai una voglia matta di andare a giocare a Mogliano, insieme altri sei compagni del circolo. Nulla lasciava presagire quindi un torneo così sottotono della nostra pattuglia , alla quale si è unito il buon Teutsch, che ha a Vicenza i suoi amici  migliori. Bloccato a Verona da un'incendio alla stazione, Alexander ha invano telefonato a tutti per racimolare un passaggio, ricevendo come risposta il classico "attaccati al tram", se e quando arriva (è arrivato, tre ore dopo).

 
BDGGGGGG !!! 
Di solito non parlo di me, ma questa volta devo fare un'eccezione: al primo turno ho battuto il primo GM in vita mia : Kenny Solomon! Non so bene come sia successo: diciamo che è entrato in una delle poche aperture che più o meno conosco e mi ha lasciato mano libera per attaccarlo. Grave errore. Naturalmente dopo questo trionfo sono tornato il solito pippone perdendo tutto il perdibile, ma che importa? Il mio animo romantico e il mio gusto estetico sono pienamente soddisfatti.
 
 
Sempre nel torneo A, Alessandro Lovo ha intrapreso una guerra personale contro la difesa Siciliana, gambizzandola in tutti i modi. Ne sono uscite partite frizzanti e ricche di idee, che hanno divertito lui, il pubblico e  il suo maestro (io). I risultati non hanno premiato il  coraggio ma sono dettagli: questo è il suo stile e deve continuare così.
 Sottotono Alessio Boraso, profondamente disgustato dal livello del suo gioco. L'ho avuto di fianco  per un paio di partite (contagiandolo) e gli si poteva leggere  in viso il fastidio  del Maestro che non riesce a giocare come vorrebbe. Viene  comunque  da un periodo d'oro e ci può stare un attimo di distrazione; se si dà  obbiettivi ambiziosi nessun risultato gli è precluso, altrimenti rischia seriamente di vivacchiare per anni intorno ai 2250 punti Elo  (un grave "rischio" in verità: il sogno del 90% degli scacchisti!).
 
IL MISTERO ZOTTOLO
 
Nel Torneo B avrei giurato sull'esplosione atomica (diciamo nei primi 5) di Marco Dai Zotti. Dopo la laurea, il Dottore si è preso un paio di settimane di assoluto cazzeggio dedicata al riposo e agli scacchi. Preparatissimo, ha così rotto le balle  per studiare la difesa Siciliana Kalasnikov che alla fine l'ho giocata pure io contro Zamengo, perdendo  in poche mosse (dopo la partita, Lui mi ha detto qual'era la mossa giusta da fare, e qui siamo alla follia scacchistica). In realtà Marco  stava " da Papa" in tutte le partite, ma vuoi un doppio di cavallo, un pedoncino in presa qua e là, qualche attacco non ben concluso e tutto è crollato come un castello di carte. Spettacolare però il gambetto Morra che ha giocato contro non importa chi: un doppio sacrificio di cavallo che mi ha fatto voglia di spostarlo dalla sedia e mettermi al suo posto. Che sia questa la vera anima scacchistica dello Zottolo?
 
-5..4..3..2...1 ..TEMPO!!  Samuele De Grandi non si è smentito, perdendo per il tempo una partita decisiva del torneo. Gli amici che circondano la sua scacchiera non sanno più se essere inviperiti, disperati, dispiaciuti o lasciarlo al suo destino. Ho cercato di sondare l'insondabile, e qui Pandasamu mi ha sorpreso dicendo "lo so che vado sempre sotto con l'orologio, ma in tutte le cose che faccio mi piace sfruttare pienamente il tempo che ho a disposizione". Insomma, papà De Grandi che mi diceva non sapere quale facoltà universitaria farà il figliuolo può stare tranquillo: probabilmente ha un filosofo in casa.
Bravissimo Enrico Zanotto, non tanto per i risultati ma per l'atteggiamento. Colta al balzo la possibilità di giocare il torneo superiore, ha combattuto come un leone in tutte le partite,ottenendo buone posizioni sciupate per inesperienza (si dice sempre così). Quando perde non si demoralizza mai, e poi ha sempre quella bella faccia da schiaffoni che me lo rende simpatico. Se l'anno prossimo cambia sto corso di karate e viene da me, lo trasformerò rapidamente in uno sparviero (o gabbiano).
 
Nel torneo C buone le prove di Vittorio Casalini e Enrico Pieropan. I miei baldi allievi si divertono e pian piano migliorano. Beati loro, hanno una vita scacchistica davanti: lasciamoli tranquilli.