TORNEO DI ZEVIO

IN ZEITNOT CON SAMUELE

Eravamo in  zeitnot ancor prima di cominciare il torneo. E il responsabile non può che essere  lui, Samuele De Grandi, che colto da irrefrenabile voglia di giocare è riuscito a convincermi a partecipare al 2° Trofeo Città di Zevio, Memorial  "Stefano Perezzani", insieme a Davide De Marzi e Alessio Boraso,  Tutto all'ultimissimo minuto; e infatti  gli organizzatori ci hanno   risposto " posti esauriti, svegliatevi prima, vi iscriviamo con riserva". Fortunatamente qualcuno non si è presentato, e questo ha permesso al nostro pensiero creativo di farsi forma sulla scacchiera.
 
In sede abbiamo  trovato anche Simone  Marangoni e Alessandro Guerra, per cui il CSVP schierava le prime due teste di serie del tabellone!
 
Ma quale giocatore fantastico ha poi sfiorato la vittoria finale, in un sublime connubio di sapienza tecnica,(ehm..) visione combinativa (bah...) e altissima, paradossale strategia (Ch8!!)?  Sì caro lettore, proprio io, in un torneo memorabile che ora  racconterò.

 

1° TURNO  

Un sorteggio malevolo mi ha opposto, col Nero, proprio al Panda. Giocare un'inglese contro Samuele, alle otto di sera, significa addormentarsi per un paio d'ore, prendere un caffè verso le undici, accorgersi di avere un'oretta di tempo sull'orologio in più in una posizione pari e "rubargli" la partita di conseguenza. Samu ha però disputato un buon torneo, un po' più pratico del solito, pareggiando le successive quattro  e vincendo l'ultima. Preziosissimo  è stato anche  il suo aiuto nel fornire le indicazioni stradali ad un Alessio insolitamente prudente alla guida (viva l'ibrido!). Per motivi misteriosi, all'andata arrivavamo a Zevio in mezz'ora, mentre al ritorno finivamo sempre a campi.
 
 
Qui sopra potete ammirare il casello d'ingresso  dell'autostrada che dovrebbe riportarci a Vicenza, secondo il navigatore impostato da Samuele De Grandi 
 

2° TURNO  

Il più complesso, opposto all'ostico Oppici. Che però si è addormento sotto le coperte e non è riuscito ad arrivare in tempo. La mia sportività è nota a tutti, ma mi sono piazzato davanti all'orologio e quando la mezz'ora di tolleranza è scaduta da due secondi ho  bloccato al volo l'arbitro reclamando il punto.
 

3° TURNO

Dopo anni di attesa, finalmente ritrovo Alessio in un epico scontro all'ultimo sangue con l' ELO in palio. C'era un unico precedente che risaliva alla notte dei tempi, al quale sono seguiti anni di avventure scacchistiche insieme e duelli lampo, con un bilancio complessivo, devo riconoscerlo,  leggermente in suo favore (10.000 a 1.500, più o meno). Avendo esplorato praticamente tutto lo scibile scacchistico, già la scelta dell'apertura è di importanza decisiva. Ne esco bene, ho i due alfieri per i due cavalli, non so che farmene ma li tengo lì, lui abbozza un attacco sull'ala, io lo paro, lo inchiodo, contrattacco, entro scaccheggio e alla fine vinco. Com'era già successo al primo turno con Samuele però,  la vittoria con gli amici non mi procura nessun piacere particolare. Ma un Alessio che finisce con tre punti su cinque  non si può proprio vedere; bisogna che si dia un traguardo ambizioso al più presto (MF?) e si impegni a raggiungerlo.

4° TURNO

Potrebbe già essere un turno decisivo perchè siamo rimasti solo in due a punteggio pieno, e affronto Lorenzo Scarsella, da qualche mese lì lì per diventare CM.
Giochiamo un pirc; non so nulla, ma mi viene in mente la partita giocata  dal Boraso il turno prima e cerco di copiarla senza ritegno. Quasi mai, però, si prendono due piccioni con una fava; l'attacco svanisce, anzi proprio nemmeno inizia, e vado a star peggio. Ma  l' avversario  tentenna e allora mi scateno sul suo Re. Tutto mi prude, Alekhine Tal e Kasparov mi passano davanti in un baleno, vedo (e purtroppo, Fritz confermerà) matti ovunque, ma mi accontento di un finale di donne praticamente vinto... che pareggio, quando Houdini mi lampeggia :"matto in 8". Non me la prendo, posso ancora vincere il torneo battendo Faccia all'ultimo turno.
 

5° TURNO

Il mio avversario gioca 1e4, e sono trent'anni che non so cosa rispondere. Improvviso una Scozzese di Nero, evito a pelo un rientro nel diabolico attacco Max Lange del quale conosco solo il nome, e sopravvivo alla meno peggio. Faccia incredula, mi attacca f7  con la batteria Db3 e Ac4 , minaccia che paro con la straordinaria Ch8!!  che gioco con l'emozione che mi deriva dalla Storia : l'ultimo a giocare così deve essere stato Steinitz 150 anni fa. La posizione si rovescia ed entro in un finale che tutti gli spettatori giudicano vinto; io pure, ma "lo voglio fare strano" , voglio vincere un finale di alfieri colore contrario a la Karpov. Ovviamente la valutazione è completamente sbagliata, e tutto finisce subito in parità. Finisco fortunosamente secondo per spareggio tecnico e va bene così: era dal mio leggendario trionfo al 1° Torneo del prestigioso Supermercato Carrefour di Thiene che non giocavo così bene. 
 
 Degli altri vicentini, Alessandro Guerra ha concluso al terzo posto (dietro il suo Presidente, quindi!) frenato da un'inopinata sconfitta contro Scarsella con un pezzo in più.
E' colpa mia: mezz'ora prima gli avevo fatto i complimenti perchè aveva ottenuto 12 punti su 13 nelle ultime partite ufficiali. La Dea Bendata deve aver ascoltato ed è subito intervenuta. Sfortunato Simone Marangoni che doveva ottenere di più dai suoi attacchi furibondi in almeno due partite.
 
Un plauso a Davide De Marzi, che dimostrando quella voglia che manca a molti suoi coetanei si è gettato nella mischia nel Torneo B.
Lo vedi così timoroso e timidino che ti avvicini alla sua scacchiera pensando di vedere un'apertura Colle, e invece ti ritrovi un bel Gambetto di Re.
Il risultato non lo ha premiato e non poteva essere altrimenti; studente modello, ha anche dimenticato in sede il libro di grammatica italiana, che chissà se riuscirà a ritrovare. Insomma, ce lo riportiamo con noi al prossimo torneo.