Scacchisti vicentini: Lino Miolo
Nato a Schio il 2 gennaio 1926.
Laureato in Giurisprudenza all'uuniversità degli studi di Padova ha esercitato la professione di avvocato.
Ha l'hobby di costruire scacchiere artistiche e originali e pezzi di nuova concezione.
Appassionato fin da giovane al gioco degli scacchi, si è iscritto al Circolo di Schio, partecipando a tornei impegnativi.
Nei primi anni '70 insieme con altri bravi scacchisti si è trasferito al Circolo di Marostica, poi a quello di Vicenza ed è infine ritornato a Marostica nel 1997. Da allora ha preso parte a numerosi campionati italiani a squadre e a tutte le principali iniziative di quel circolo.
Numerosi i tornei nazionali di scacchi ai quali ha partecipato.
Singolare figura di scacchista che non si è mai preoccupato di perfezionare il suo personalissimo stile di gioco, incentrato sul sacrificio posizionale e sul dinamismo. Si può dire che ha fatto sua la filosofia di David Bronstein, che considera il fattore rischio connaturato al gioco, e quella di Boris Spassky, che scelse una partita persa come sua migliore.
Lino Miolo gioca con Leonardo Testa
Studioso del gioco e delle sue implicazioni filosofiche, è autore di ben due definizioni degli scacchi: una descrittiva, pubblicata sul numero 824 del giugno 1974 de «L'Italia Scacchistica» e una epistemologica, inedita.
«Opposizione tendenzialmente dinamica su uno spazio certo di due masse inizialmente identiche, ma differenziate da un tempo di unità eterogenee di valore relativo, dirette al conseguimento - mediante collegamento logico da realizzarsi con movimenti alterni sottostanti a leggi e regole assolute e rispondenti a esigenze tecniche e fini psicologici - di una qualificazione spaziale delle unità stesse, necessaria e sufficiente per la vittoria o la nullità»
La definizione epistemologica
«Algoritmo per la connessione cronotopica di unità eterogenee»
Il brevetto USA della scacchiera con pezzi autocentranti progettata da Lino Miolo



