Festival di Trieste

Ecco il resoconto del torneo di Trieste, cui ho recentemente partecipato, giocando purtroppo in maniera abbastanza mediocre.

Il primo turno, come di consueto, è facile, incontro una seconda non troppo forte, che, appena fuori dalla sua preparazione teorica inizia a commettere qualche errore, perde pedone, mi attacca un pezzo e abbandona la mossa dopo, non potendo evitare il matto.

Il turno due affronto un'altra seconda nazionale che dopo un'apertura sconsiderata, si trova in posizione quasi persa; io purtroppo non sono per niente lucido, e, invece di guadagnare pezzo in due mosse, decido di prendere pedone e trovarmi in ritardo di sviluppo. La cosa non funziona e per poter rimettere le mie armate in gioco devo concedere due pedoni, ottenendo una patta fortunosa.

In conseguenza di ciò, nel turno tre decido di evitare qualsiasi tatticismo o rischio possibile; il risultato sono tre ore e mezza di partita ed un finale con la coppia degli alfieri contro quella dei cavalli, che riesco a vincere mettendo in zugzwang l'avversario.

Il turno quattro mi trovo a dovere giocare contro Gjoko Gigovski, con cui condividevo la stanza; messo da parte qualsiasi proposito bellicoso, pattiamo dopo poco meno di venti mosse.

Nel quinto turno sono appaiato con la terza testa di serie del torneo, che aveva rubato praticamente tutte le partite che aveva vinto. La cosa è facile: finita l'apertura perde un pedone e se ne fa triplicare tre; passano sì e no tre mosse che perde altri tre pedoni ma decide di abbandonare solo dopo il cambio delle donne e la dipartita del quinto membro della sua fanteria leggera.

Il turno sei sono contro l'unico CM del torneo, ma non sono al meglio della mia forma... infatti l'unica cosa che mi riesce è l'apertura e parte del mediogioco, dopodiché lascio pedone in presa, cerco di complicare un po', ma finisco semplicemente in una posizione orribile, al che decido di abbandonare.
Mentre commento la partita con il mio avversario il mio cervello è abbastanza scollegato, ma quello che capisco è che secondo lui la posizione nera è stata come minimo pari sin dall'inizio e che quindi la variante che gli avevo giocato era una totale schifezza.
Avrò la fortuna, finito il torneo, di analizzare la partita durante una lezione con Denis Rombaldoni; il risultato è che, lungi dall' essere persa, avevo posizione vinta sino a poco prima di mettere pedone in presa, e anche nelle battute finali avevo modo di ribaltare le sorti della contesa con una mossa che avevo visto ma a cui avevo trovato un'inesistente confutazione.

Al turno sette, anche senza sapere di avere avuto posizione vinta, sono comunque abbastanza depresso, e di fronte a un'altra mediocre apertura non reagisco nella maniera adeguata, guadagno pedone ma finisco in posizione disperatamente patta con gli alfieri di colore contrario, dando modo alla seconda contro cui stavo giocando di migliorare ulteriormente la sua performance nel torneo (riesco comunque a cancellargli il sorriso dando a lui e a un altro sloveno delle sonore batoste a quadriglia, grazie soprattutto a Gigovski, mio compagno di squadra).

Per il turno otto ritrovo un po' del mio gioco normale e, messo di fronte a un gioco passivo, guadagno coppia degli alfieri e pedone e dopo qualche cambio di pezzi finisco per vincere.

Il mio ultimo avversario è il leader del torneo, che mi stacca di un punto e di parecchi punti di bucholz. Faccio due conti, lui e almeno altri tre mi supereranno di sicuro, sempre grazie al bucholz e vincendo quindi avrei solo la possibilità di arrivare quinto, cosa che, con la sconfitta del giusto giocatore, otterrei anche pattando; rischiare non mi sembra opportuno, accetto patta e arrivo ovviamente sesto.

Basta tornei B. 

-->classifica del torneo B del Festival scacchistico di Trieste