Barcellona: la beffa del Bucholz.
Barcellona: Gaudíosa ma sporca
Sono tornato ieri da Barcellona, città stupenda per monumenti come la Sagrada familia ma non altrettanto per la sua pulizia; nonostante l'avvistamento di un ratto delle dimensioni di un bassotto abbiamo comunque alloggiato in uno splendido appartamento e io ho colto l'occasione di questi dieci giorni di vacanza per partecipare all'open B di un torneo di notevoli proporzioni (più di 600 giocatori tra A e B e dieci turni di gioco).
Il torneo è andato come al solito, ho finito con un ottimo piazzamento ma di pessimo umore. Comunque è meglio andare con ordine:
1-2. Banale routine
I primi due turni vinco abbastanza facilmente, con l'avversario che dopo avere condotto abbastanza bene l'apertura commette una svista, perde pezzo e abbandona poco dopo.
3. Blocco e patto
Al terzo turno mi viene presentata la specialità di casa, una catalana; io complico la posizione, penso di essere in vantaggio... e perdo un pedone per un tatticismo, riuscendo comunque a pattare dopo avere bloccato per bene la situazione.
4. Basta aspettare
Al turno quattro invece affronto una nimzoindiana, contro la quale mi immedesimo in un doppio fianchetto, bello a vedersi ma non troppo utile a darmi vantaggio; decido allora di adottare una raffinata tattica, l'aspetta e spera. Non passano due mosse che il tizio decide di attivare un cavallo e perde torre, per poi abbandonare... dopo due ore e venticinque mosse di gioco.
5. Bada all'apertura
Al turno cinque sono di fronte ad un ragazzo (che poi arriverà quinto assoluto) che tratta distrattamente l'apertura, perdendo tre pedoni e di conseguenza la partita.
6. Bisognerebbe avere più tempo
Il turno sei mi viene nuovamente giocata una nimzoindiana, ma stavolta gioco meglio, guadagno pedone, lo cedo e mi trovo in un finale con il vantaggio della coppia degli alfieri e con ancora le torri in gioco. Consumo però molto tempo per le prime mosse e vado in forte zeitnoit, spreco per questo l'opportunità di cambiare dei pezzi e ottenere una posizione vinta, così decido di guadagnare un pedone, riuscendo solo a perdere la qualità. Patto comunque grazie all'orribile struttura pedonale avversaria e a un pedone passato.

7. Bimbo terribile
Il mio avversario del settimo turno è molto giovane (classe del '99) ma non per questo meno temibile. Dopo avere ottenuto solo la parità in apertura contro un'italiana, provo a forzare, e finisco in un difficile finale di cavalli. Trovo fortunatamente sufficiente controgioco e riesco a volgere la situazione in mio favore; il ragazzino mi offre infatti una patta che io prontamente rifiuto. Il finale purtroppo è troppo complicato per i cinque minuti che mi restano sull'orologio e pure dopo i trenta minuti di abbuono non riesco a fare altro che pattare.
8. Benko
L'ottavo turno mi ritrovo perciò un po' staccato dal gruppo di testa e una vittoria, se non proprio necessaria è certamente gradita. Il mio avversario gioca per quella che poi mi confesserà essere la seconda volta in vita sua il gambetto Benko, che io per la prima volta accetto. Risultato? pedone in più secco senza l'ombra di un contro gioco per il nero, ma nessun chiaro piano vincente. Che fare allora? decido di ricorrere alla tattica che mi ha fruttato la vittoria nel quarto turno, il tipo peggiora la sua struttura pedonale e io cedo il mio pedone di vantaggio per arrivare a un finale vinto.
Barcellona 2012 - Adriano Simonetto
(foto di Antonello Migliorini per il blog Scacchierando)
9. Benko bis
Arrivo al nono turno senza neppure sapere chi sia il mio avversario (sul sito del torneo avevano ripostato per sbaglio il turno otto al posto del nove) e scopro di avere nuovamente il bianco; la sorpresa aumenta ancora quando il mio avversario gioca il Benko e ottiene una posizione simile a quella del mio avversario del turno prima. Siccome la tattica dell'aspetta e spera aveva funzionato fino a qual punto la attuo nuovamente e il mio avversario non si fa pregare, cambia un po' di pezzi e si ritrova in un finale di due torri e cavallo per parte ma lui con un pedone in meno.
Io però non sono troppo lucido, perdo il pedone e rimango con un leggero vantaggio di posizione; che fare? La risposta mi arriva dalla prima scacchiera, il leader del torneo perde e io decido di giocarmela fino alla fine; la mia posizione non mi dà buone speranza di vittoria, una patta è decisamente probabile, ma poiché il mio avversario è ultrasessantenne, decido di aspettare che "muoia di vecchiaia". Allo scoccare delle quattro ore perde pedone, mezzora dopo ne perde un altro e, dopo cinque ore di partita (la mia partita più lunga finora) decide di rifugiarsi in un finale di torri totalmente perso.
Mi ritrovo così a essere secondo in classifica a mezzo punto dalla prima e dagli inseguitori e per di più col bianco per la terza volta di fila!
10. Bado al sodo
Però, poco prima dell'inizio dell'ultimo turno non me la sento giocarmi il tutto per tutto (ero inoltre su una scacchiera elettronica che stava venendo proiettata su uno schermo per tutti gli spettatori, accanto a quelle dei grandi maestri) e, contando sui miei due punti bucholz di vantaggio, decido, dopo avere visto che i miei più diretti rivali non avevano ottenuto posizioni soddisfacenti, di rischiare eaccettare patta. Incredibilmente sembra che la legge di Murphy questa volta non funzioni; i tre che potevano soffiarmi il secondo posto perdono o pattano ed esce la classifica, sono secondo! con 4 punti e mezzo bucholz di vantaggio!
Bucholz o blitz?
È solo ora che vengo a sapere che il regolamento del torneo è scritto male e che c'era stato un fraintendimento fra mio padre e l'arbitro quando aveva chiesto chiarimenti riguardo alla procedura degli spareggi. Mio padre aveva infatti capito (e anche sul regolamento in inglese si capiva così) che i primi classificati del torneo A avrebbero giocato delle amichevoli coi primi del torneo B. Lungi da ciò! vengo a scoprire che i miei punti Bucholz non servono a niente e che i classificati dal secondo al sesto, che sono a pari punteggio dovranno giocare dei mini match a cinque minuti più tre secondi a mossa per decidere la spartizione dei premi. La mia ultima partita lampo risale a più di sei mesi fa, perciò non accolgo benissimo la notizia, ma scopro di avere un ottimo autocontrollo e non spacco il naso ad un tizio di Biella (classificatosi decimo) quando mi dice che se fosse al mio posto sarebbe incazzato come una biscia.
Vinco il primo mini match due a zero, ma perdo il secondo - dopo avere ottenuto un buon vantaggio di tempo e di posizione - contro lo stesso ragazzino del '99 con cui avevo pattato al turno 7. E lui mi soffia il secondo posto.
Bye Bye Barcellona
Alla fine del torneo sono così giù di morale da non sentirmi in grado di presenziare alle premiazioni, ritiro premio e coppa e me ne vado; il mio prossimo obiettivo è il festival internazionale di Trieste.
-->classifica del torneo B di Barcellona
-->il reportage di Antonello Migliorini per il blog Scacchierando





Commenti
Anonimo (non verificato)
Mer, 29/08/2012 - 08:51
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Beh dai.... Il bilancio mi sembra positivo
Il lampo non fa testo,.... per me ei arrivato comunque secondo!