FESTIVAL DI BRATTO 2016: LUIGI PERDE LA STRADA...COL BIANCO

(l.l.) Il torneo di Bratto comincia nel migliore dei modi prima ancora di arrivare. Grazie alla meravigliosa segnaletica della provincia di Brescia (c'erano due uscite che dalla superstrada conducevano a Iseo; la prima era segnalata da un cartello minuscolo che si vedeva solo dopo aver superato l'uscita, la seconda non era segnalata affatto) sbaglio uscita e finisco nel Vattelapesca più totale. I cartelli indicano solo paesini sperduti che non mi aiutano a orientarmi. E Brescia, da cui mi sto allontanando, ma nonostante ciò c'è un cartello per Brescia a ogni incrocio. Deduco che i bresciani autoctoni conoscono la zona e non hanno bisogno di cartelli, mentre gli stranieri possono voler andare solo a Brescia e quindi non c'è ragione di aiutarli a raggiungere altre mete. Ad ogni modo, finisco nella valle parallela.

2016Bratto_cartelli_per_metropoli

I meravigliosi segnali stradali della provincia di Brescia (cortesia di google maps) indicano sempre i centri abitati maggiori, in modo che sia possibile orientarsi anche senza conoscere ogni sputo di paesino. Da notare che il cartello indica che andando dritto si raggiungerà il casello A4 di Ospitaletto, che è esattamente da dove provengo; forse ha messo in conto che se faccio il giro del mondo poi ci torno? L'indicazione per "lago di Iseo" mi ha tranquillizzato, ma in realtà seguendola si finisce nella valle accanto)

Fortuna che trovo una mulattiera che scavalca la montagna e mi riporta in mezzo a tutti i paesini a fare lo slalom tra i turisti a piedi e le rotatorie. Nota: quella mulattiera aveva autovelox sui tornanti. Secondo me se uno riesce a farli scattare lo assumono alla Ferrari (io ci sarei riuscito n.d.r). Alla fine ritorno sulla retta via, ma ho perso quasi un'ora e presto chiuderanno le iscrizioni. Percorro la strada che attraversa la magnifica valle di Scalve, ma non posso godermela perchè sono di corsa. Quantomeno trovo ancora le iscrizioni aperte perchè li ho avvertiti per telefono.

Si comincia il primo turno. Gioco di bianco contro un certo Dobboletta, CM. Mi sembra di stare bene, e gioco una linea in cui lascio al mio avversario un forte centro, ma ottengo i pedoni passati "a" e "b". Sono fiducioso che potrò fermare i pedoni avversari e andare a promozione coi miei, come capitato in una partita simile a Lignano.

Vi è mai capitato di adocchiare una bella ragazza, fare di tutto per conquistarla, riuscirci, e solo al momento di concludere scoprire che si trattava di un trans? A me no, ma dopo questa partita credo di sapere come ci si sente.

Dopo gran profusione di sforzi per finire nella posizione sopracitata, mi accorgo gradualmente che sono i miei pedoni che si fermano, e i suoi che vanno avanti. Stockfish trova una serie di tatticismi che potrebbero salvarmi, inclusa una linea in cui sacrifico tutto quello che ho per dare perpetuo una dozzina di mosse dopo, ma sono linee al di là della mia capacità, e vengo travolto.

Un attimo di pausa, prego. Ho perso col bianco.

Ho perso col bianco.

Ho chiuso un ciclo di imbattibilità che durava da oltre un anno e circa 20 partite, incluse due contro GM. A Lignano col bianco ho fatto 3.5/4. A Conegliano, dove pure ho fatto un disastro, ho rimediato due patte. A Mogliano ho totalizzato 2.5/3, pattando contro Solomon. Al CSI ho vinto entrambe le partite di bianco. Del paio di partite giocate nel campionato finlandese prima di andarmene non ne ho persa nessuna. E a Bratto nel 2015 ho fatto 4.5/5 di bianco, inclusa una patta col GM Sulava.

"Sistema mio, Sistema mio, perchè mi hai abbandonato?"

(A una analisi più approfondita si vedrà che la mia scia positiva col bianco è dovuta meno al Sistema e più a un mix di aver incontrato quasi tutti gli avversari più forti di nero e aver sculato alcune posizioni perse; cfr. la mia relazione su Conegliano)

E ora è tutto finito. Per mano di un 2000. Cui va comunque riconosciuto un ottimo torneo con norma di M. Perdere ci stava, l'errore non era grossolano.

Nei due turni successivi raccolgo facili vittorie contro avversari che si suicidano in apertura. Poi vengo pescato dal vecchio Sveshnikov. C'è però un barlume di speranza: il giorno prima lui aveva affrontato Jacopo, gli aveva giocato una porcata in apertura e si era ritrovato in posizione strapersa (parliamo di +4 sul motore), prima di vincere un finale con una qualità in meno grazie allo zeitnot. Spero quindi di poter vendicare il mio compagno di circolo. Lui gioca la spagnola, io faccio la mia variante minore con Cge7, che fa schifo ma non mi piacciono le linee principali. Lui conosce tutta la teoria meglio di me, mi gioca un attacco teorizzato, non trovo l'unica mossa che tiene e devo scegliere tra un finale con due pedoni secchi in meno e prendere matto alla ventesima. Opto per l'eutanasia. Considerato che anche l'unica mossa che tiene fa schifo, devo cambiare linea contro la spagnola. Mi rimane però un dubbio: come mai a Jacopo gli ha giocato un orrore alla settima mossa e a me invece sapeva tutta la linea teorizzata fino a mattarmi giocando lampo? Jacopo attribuisce il merito alla preparazione, ma io non ho mai visto avversari suicidarsi solo perchè mi ero preparato; forse la "preparazione" in questione era consistita nell'infilargli qualche fungo allucinogeno nel piatto?

Al quinto turno cappello in apertura e finisco a stare male, poi trovo un contrattacco che forza il mio avversario a pattare. Stockfish mi dirà che il contrattacco non esisteva, ma l'importante è che l'avversario ci abbia creduto. Al sesto turno faccio una pregevole partita contro un CM francese; nonostante alcuni svarioni tattici, la mia posizione vinta rimane vinta.

Al settimo turno trovo Sveshnikov figlio. Stavolta però sono di bianco. Gioco la stessa variante che Jacopo ha giocato al padre, dove il bianco sacrifica un pedone per un forte attacco. L'attacco sembra davvero forte, e già pregusto la vendetta trasversale, ma in realtà il mio avversario sta giocando bene e anche le linee migliori non danno nulla oltre la patta (il computer forse trova una linea vincente per me, ma difficile da vedere). Alla fine Vladimir riesce a sistemarsi e offre il cambio delle donne con ingresso in un finale pattissimo. Ci penso - ma non molto perchè siamo a corto di tempo entrambi - e rifiuto scegliendo una linea che mi dovrebbe lasciare in vantaggio. Peccato che una semplice mossa annulli tutti i miei attacchi. Vado a perdere. Non rimpiango di aver rifiutato la patta, ma solo di non aver visto Ac6.

All'ottavo turno faccio forse la perla del torneo, sacrificando due pedoni in apertura per l'attività dei pezzi. Sacrificio corretto, il mio avversario si difende in modo impreciso, lo faccio a pezzi. Poi parte il ballo delle sviste tattiche, e da una posizione in cui sono a +8 vado a rischiare di prendere matto. Alla fine riesco a non sciupare.

Al nono turno faccio una serie di errori di calcolo che mi lasciano con un pedone secco in meno, ma riesco a pattare il finale.

Un 5 su 9 che non mi soddisfa, e perdo mezzo K. Paradossalmente sono soddisfatto delle partite che ho perso (si, anche contro Sveshnikov padre: ho giocato quella linea dozzine di volte, a tempo lungo e a lampo, e mai nessuno mi aveva giocato quell'attacco), non di quelle che ho vinto e pareggiato. Troppe, troppe sviste tattiche. Comunque non troppo male; un altro "infamia e lode".

La nota più positiva è stato il torneo di quadriglia, dominato dalla coppia vicentina con 9 su 9.

2016Bratto_cartelli_per_ovunquePostilla non scacchistica: alla fine ho dovuto andare a prendere i Gennari a Bergamo, visto che la loro auto si era rotta e avevano dovuto lasciarla a Bratto e tornare in treno. A Bergamo la segnaletica è di gran lunga migliore che a Brescia, e c'erano cartelli che ti indicavano qualunque cosa, dagli uffici della provincia ai campus universitari divisi per materie fino alla cuccia del cane della signora Rossi. L'unica cosa non indicata era la stazione. Mi sarebbe venuto da pensare che la città ne fosse sprovvista, se non fosse stato per la testimonianza dei Gennari che mi garantivano di esserci arrivati, e che mi stavano aspettando...